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<<Questo monologo può aiutare qualcuno a lottare contro una cattiva solitudine? Può servire? A voi, platea di un teatro che abbraccia l’arte e la vita: l’unica cosa certa è che ogni risposta alle domande dell’esistenza può venire dal Tempo>>

 

 

"Accademia Barbanera, anno 2013"

AI MIEI FIGLI MELISSA ED ARTURO
A MIO MARITO LUCA
SPLENDIDE RAGIONI DI VITA


AI MIEI GENITORI FRANCO E GABRIELLA E A MIO SUOCERO ARTURO
CON QUELL’AMORE PROFONDO CHE NESSUN POETA PUO’ DESCRIVERE,
NE’ UN PITTORE RITRARRE

 

ALLA MIA “MAESTRA DI VITA” EMANUELA LEONARDI
CHE DA SEMPRE MI PORTA PER MANO
NELLA STORIA DELLA VITA

 

A DIEGO MANCUSO,
PER I SUOI PREGEVOLI CONSIGLI
E LE SUE PREZIOSE CRITICHE
“BUON CIBO QUOTIDIANO”

 

AI MIEI AMICI ANIMALI CHE MI HANNO TENUTO COMPAGNIA NELLE NOTTI INSONNI

<<Mary Greco scrive poesie, e ci riesce bene! Insomma è una poetessa. E come tutti i poeti soffre dell’indifferenza - dei più - verso l’esaltazione delle cose belle della vita>>

(Bruno Nucci, giornalista)

 


Faccio camminare presente e passato di pari passo.  Il domani non ha certezze, il domani è sull’altare del silenzio, è così che io approfitto per seguire il mio giorno grazie ad una penna che scrive, e non si stancherà

Amo il mio passato ed i ricordi.
Ciò che scrivo non è un gioco, è solo la mia VITA con tutti i suoi protagonisti.
Tutto per me è poesia.
Trovo ispirazione in ciò che mi circonda.

Cari lettori, non vi chiedo di capirmi.
Non mi comprendo nemmeno io a volte.
Sono un po’ strana, o forse troppo simile a molti o troppo diversa
ma sono decisa a non pentirmi di ciò che faccio.
Lotto e difendo ciò che amo. Ne faccio un motto. Non ho più nulla da dirvi …
… Qualcosa tengo per me.

L’Autrice

Cari lettori.
Non intendo assolutamente insegnare nulla. Ognuno la vita la impara da sé.
Una mia cara vecchia professoressa e “MAESTRA DI VITA” Emanuela Leonardi mi ha seguito in questa  mia passione artistica che è lo scrivere, insegnandomi a credere al bicchiere sempre mezzo pieno, che si puo' vivere con la cobìnsapevolezza che si puo' superare ogni ostacolo... Nell'opera "Ritratto di Poesia", c'è racchiuso il "TUTTO" ed il "NULLA" della Vita!

 

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Cari lettori, ancora una volta io, ad entrare come comparsa nelle vostre vite. In punta di piedi per non destare la vostra armonia.

Non vorrei  parlarvi di me come in una Carta d’Identità. Vedo più appropriato farvi capire  chi sono attraverso qualche verso  confuso o un po’ strano.

Magari inutile o senza senso; ma questo  verso è la mia vita  e ciò che conta siete voi che mi avete  aiutata molto a scribacchiare anche  di me in un semplice scartafaccio.

Leggendo le mie composizioni. Apprezzando e criticando le mie parole. Scrivere è la mia linfa vitale, che sia tutto nascosto ovunque, o che sia palese al mondo.

Non importa sapere che fine farà un componimento. Per me scrivere è oltrepassare  un mondo diverso da ciò che viviamo o che ci aspettiamo di vivere.

Il domani non ha certezze, il domani è sull’altare del silenzio ed io, tra la silenziosa incertezza, seguo il mio giorno insieme all’ amica penna.

<<E Se finisce l’inchiostro?>> Mi chiesero un giorno.

Cambierò penna e continuero’ a scrivere. Niente e nessuno mi impedirà di seguire la mia passione. Giorno per giorno, imprimere qualcosa del “ieri”. Frammenti di lui perché il passato non può esser altro che una scheggia di ricordo che arriva inaspettatamente per far piangere; o sorridere. Oppure può fara superare in maniera diversa un domani che di convinzioni non ne vuole.

 

Spiegato in un Assolo drammatico, interpretato da un attore ipocrita  dal cuore sincero, scritto in versi da un poeta senza successo o trascritto in un pentagramma da un musicista  stordito. Ed in questo scenario che il pittore folle, dall’animo solare,  dipinge tele nere.

A volte resta difficile anche a me capire le mie opere nonostante siano  la mia vita. Ma per me scrivere è lo stupefacente che  fa bene all’animo. Non importa se non sapete nulla di me, della mia vita. Se non avete controllato la mia carta d’Identità.  Leggete i miei componimenti; le  parole parleranno di me.

 

 

 

 

Mary

 

 

SOTTO IL CIELO DI NEW ORLEANS

Quel nero laggiù, in un angolo, in fondo al viale della pace. Ha una tromba in mano.  Solo, schiavo di una vita e di sé stesso. Schiavo di un passato ricco di atroci ricordi in un campo di chissà quale piantagione, fischiettando qualche nota strana e malinconica. Schiavo di un treno che chissà in quale destino era la sua fermata. In una città cadente. Magari a trovare qualche altro nero in un “carcere” smarrito in chissà quale campo polveroso di una vasta piantagione di cotone. O forse giunge all’ultima fermata della vita.
O chissà se è solo un semplice treno piene di tante speranze …
Mah!!!!!!!!!!!!!!! Chissà …
Però ora lui …
Ricorda.
Chissà se riuscirà a dimenticare.
Ma sicuramente ricorda.
Non c’è nulla da ricordare direte voi della  grande platea.
Invece sì, perchè nonostante la sua disperata vita, quel vecchio di colore sorride.
Con la sua chitarra, amica di una disperazione totale, sorride.
Ed era la solitudine che lo ha portato ad imprimere senza pudore la sua vita tra le righe di un vecchio pentagramma.
Ed ora è la sua chitarra che racconta…:
La solitudine e le notti disperate in chissà quale capanna spersa in uno spazio polveroso del tempo.
Rassegnazione di un uomo la cui vita già segnata da uno schiavismo crudo.

Ma attenzione voi della grande platea.
Osservate  ancora più giù, in fondo al viale della libertà, un gruppo di ragazzi suona.
Una chitarra compagna di chissà quale avventura.
Un vecchio pianoforte comprato al negozio dell’usato a pochi spiccioli.
Dei vecchi bidoni che vi fan da batteria.
Una bella donna di colore, con una voce straordinariamente incantevole.
Quel vecchio osserva e ascolta.
Pensa e ricorda perché ricordare è soffrire e per lui soffrire è divenuta un’arte.
Ma sorride.
Osserva e sorride.
Osserva il futuro di quei ragazzi.

Suonano per lui sotto le stelle di New Orleans e il Mississipi scorre nelle vene delle loro strana musica. Bizzarre le loro note ma il vecchio di colore capisce.
Solo lui. Lui che è stato lo schiavo del tempo.
Avrebbe cambiato il suo passato ne avesse avuta la possibilità. Una speranza: la sua tromba. Lo aiutava in tutte le situazioni. Anche quelle più disperate dove in gioco c’era la vita.. Ma indietro il tempo non ritorna così non rimane che ricordare e aiutare l’universo coi propri ricordi.  E ricorda con la tromba. Suoni tristi escono dalla sua fedele amica.
Malinconici e disperati. Ma le sue labbra sorridono.  Sorridono contemplando quei ragazzi.
Cortometraggi del suo passato in note frivole, attraversano le strade di New Orleans e arrivano alla fine del viale della libertà.
I ragazzi sentono note strampalate. Ma comprendono. Loro che hanno avuto la libertà, comprendono.
Un cane passa per caso facendo da scenario alle loro vite.
Un cane randagio tra le strade di New Orleans e in mezzo ai falò dentro bidoni arrugginiti.
Il passato di quei ragazzi era tra sbarre e polvere bianca. Quel vecchio lo sapeva, l’ha sempre saputo ma intuiva anche che avrebbero allontanato qualsiasi cosa che interrompesse la loro arte. Così il vecchio ha avvertito. Perché in lui è fluito nelle vene delle sue note, lo stesso Mississipi.
E’ questa musica pura. La vera lucidità di un’arte.
Quei ragazzi ora lo sanno.
Nessun artista è mai riuscito a rappresentare questo scenario.
B.B. KING lo ha fatto. Ebbene, io da ignorante, posso garantire, a voi cari ascoltatori, che il grande B.B.KING è riuscito a farlo. Solo lui,  con occhio straniero, con la sua chitarra in mano, è stato in grado di  narrare il vero “BLUES” sotto il cielo di New Orleans.  Sì amici miei o chiunque voi siate. E’ B.B. KING l’unico vero grande narratore.

Ad un pittore dall’altra parte del mondo ormai non resta che dipingere, nella sua bianca e vecchia tela la vera pace,   le più vere delle libertà di un’era composta da disperazione e speranze, mentre io, poeta senza successo, non mi resta che  decantare nei miei più strani e forse insignificanti ma incontaminati e reali versi il

Grande narratore: B.B.KING, il vero griot del BLUES

FRAMMENTO SUL BLUES

 

 

Un giorno segnato su di un calendario, un giorno come tanti … un giorno come quello di ere nascoste tra lancette di un orologio ormai fermo da una vita. Un giorno che non è più  in questo tempo. Un giorno perso ormai secoli prima … chissà se qualcuno ha i miei stessi ricordi … ricordi raccontati … letti tra righe ingiallite  di un’ enciclopedia invecchiata che apparteneva ad un vecchio “Bluesman”, ricordi ascoltati con un antico giradischi …
Basta avere un’anima incontaminata, un’anima che riesce a sentir fischiettare un lontano blues …
Un fischiettio uscito dalle labbra di un qualsiasi schiavo nero uno dei tanti schiavi del tempo … di piantagioni ormai scomparse tra stagioni e convogli dimenticati sotto buie gallerie. Basta un cuore che riesce a intuire una bizzarra nota … un cuore libero da falsa musica, false parole… sinfonia di un mondo che non esiste più, un mondo sotto un cielo che poteva sapere solo di disperato.
Un giorno segnato da un nero che muore per una nota blues! E’con quella nota che allora gli schiavi, quelli più ribelli, come se girovagassero dentro una favola. Ma quella favola nera, era solo una chimera dello stesso colore frantumandosi al primo suono di frusta … ma non è questo che faceva cadere dentro ad una realtà quel nero sovversivo. Sarebbe morto per quell’utopia … per un attimo poteva raccontare il suo secondo di felicità. Ancora oggi si può narrare di quella felicità…  “nera” ma sicuramente schietta.
Nessuno può capire quanto fà bene ascoltare una dura ma semplice nota blues. Nessuno può capire quanto un vecchio schiavo nero può piangere ancora davanti ad una vecchia chitarra da cui esce quel vecchio blues fischiettato in una piantagioone di cotone... Ascoltiamo attentamente quella nota Blues... E' la vita di persone come noi che hanno sofferto da schiavi... Quando andiamo dalle parti della Georgia, Louisiana, soffermiamoci davanti a neri falò che bruciano dentro vecchi bidoni arrugginiti, dove ragazzi dai capelli rasta suonano vecchie note nere... Magari proprio quella di B.B.KING o del vecchio J.LEE HOOKER...
...In culo alla musica convenzionale!!!!!!!!

 

Mary Greco
 

"Ricordi Presenti"

Per ossigenare le mie giornate, ho messo nel taschino sinistro della solita camicia, un po' dei nostri giorni migliori. E adesso per caso, abbozzo quei ricordi in un vecchio scartafaccio raccontando la storia di noi, di due "amabili Imbranati", complici di un tempo e di una storia mai accaduta! 

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<

la sto vivendo

 sotto l'ombra dei sogni>>.
 

 Maria Greco

 

 

<< Mi sveglio

la mattina,

con l'aroma di caffè

dove i ricordi si celano ...>>

 

Mary
 

"Ricordi Passati"

BOLSENA

Bolsena,
sogno improvviso.
Raggio che fa capolino al crepuscolo.
Battito di un cuore deserto.
Bolsena,
così l’ho incontrata
- allegra e spontanea. -
Anni luce lontana da me.
La mia voglia di tornarci.
E allora
- dai –
- via –
- in partenza –
a passo di marcia.

 

Acquaviva, 3 ottobre 1994

 

Da: Ritratto Di Poesia 2006


ARTISTI

 

Un musicista
inventa  note felici
mentre un poeta
cerca di trovare parole …
Un pittore
si diverte a dipingere
la loro complicità.
Ed io
- con occhio straniero -
posso solo osservare
questo strano scenario.


   
Acquaviva, 25.03.2004
 

 

Da: Ritratto di Poesia 2006

IL SESSO E L’AMORE


Il demone del sesso
prevale su una Vita  …

Basta.

L’amore deve esser descritto
da un poeta senza successo
e da un pittore che piange su una tela bianca.

Il violinista sbaglia qualche nota
perché  non è mai riuscito ad amare.

L’amore va nutrito
e l’amore vero può campare solo
governato da persone di poco peso.  


Io da straniero,
affido il mio amore
al poeta,
al pittore
e  …
al musicista.


Acquaviva, 18.04.2004

 

Da: Ritratto Di Poesia 2006

 

R.C.

 

 

Vedo nella mia camera la sua foto.

Cade lenta sulla scrivania.

Fra i libri di scuola un bambolotto arrabbiato sorride;

da una radio lontana arrivano le note di “I Like Chopin”.

 

 

Acquaviva, NON DATATA

EGOISMO

 

Per la compassione non ho più tempo, purtroppo.

C'è tanta gente con problemi che non m'interessano più,

ormai.

Sono stata presa in giro troppe volte.

So cosa vuol dire avere problemi.

Ormai ho preso la mia decisione.

Non è facile ricordare cose che non hanno senso;

ma ciò che mi hanno fatto,

lo ricordo bene.

Da loro ho sentito quanto basta per odiare tutti.

Non ascolterò oltre.

Non ci si guadagna nulla ad avere dei problemi,

delle domande tra cui:

"Perché questo tuo comportamento?"

Non chiedermi di spiegarlo.

Lo sto domandando a te.

Ragazzi, siate più egoisti, potrebbe far bene.

 

Acquaviva, NON DATATA

ARTISTI

 

Un musicista
inventa  note felici
mentre un poeta
cerca di trovare parole …
Un pittore
si diverte a dipingere
la loro complicità.
Ed io
- con occhio straniero -
posso solo osservare
questo strano scenario.

   

Acquaviva, 25.03.2004

 

L'ARTE DEGLI AMANTI

 

Amanti.

Decidono di lasciare la loro storia

tra le pagine infinite del tempo.

Una storia derisa da entrambi.

Un gioco strano.

E' l'arte degli Amanti.

 

 

Acquaviva, 26.03.2003 h 10:57'

PRIGIONE

 

Com’era dolce la prigione
Della mia “piacevole abitudine”.

Lentamente le sbarre
Andavano scomparendo

Ed io mi son trovata
Libera.

Nessuno ha mai saputo
Di questa mia “piacevole abitudine”.

E nessuno sa.
Senza di essa
Mi sento in
Prigione!


Acquaviva, 31/12/2003

 


(M.)
 

DOMANDE (Potrei...)

 

Potrei ritrovarmi in un altro mondo.

Potrei risvegliarmi in un altro tempo.

 

Potrei chiedermi:

"Come ho fatto ad arrivare fin qui?"

 

Lascio passare il tempo come va,

anche se sono triste un'altra volta.

Ma in un momento nella vita

anche io sarò felice.

 

Potrei chiedermi:

"Quando?"

 

L'acqua si trova

sul fondo dell'oceano,

la corrente porta via

l'acqua dell'oceano.

 

Potrei chiedermi:

"Perchè?"

 

Potrei vivere in una bella casa.

"Potrei chiedermi:

 

"Cos'è questa bella casa?"

"Dove porta quell'autostrada?"

"Ho ragione?"

"Ho torto?"

 

"Un giorno, anche io sarò felice?"

 

E potrei chiedermi:

"Saprò rispondere a queste domande?"

 

Vorrei dimenticarti per non soffrire ancora.

Potrei incolparmi:

"Mio Dio, che cosa ho fatto?"

 

 

Acquaviva, 26/12/1994

DEMONE DEL NULLA


Il Demone del Nulla
sfruttatore della presenza umana.
Oggettifica la vita  e ciò che ne appartiene.
La nostra ragione ancora primordiale
-sottomessa, abusata, violentata-
viene sfrattata dall’evoluzione della Vita.
Il suo significato arcaico
è un enigma per il progresso.
Tutti noi
-assoggettati  al Nulla-
siamo costretti a cercare
i vari significati del Mondo
senza un glossario.


Acquaviva, 13 marzo 2004
H 16.03’

 


L’ UNIVERSO DEL NULLA


Abbiamo tutti bisogno di scoprire
un Mondo che non c’è.
Una realtà che descrive invisibili folletti del bene.
E’ qui che possiamo trovare un’enciclopedia
di significati sull’evoluzione del cervello del mondo
che cerca di farci  allontanare
da ricordi primordiali.
Unici a farci cullare da un po’ di serenità.

Un Mondo che non c’è
scomparso  nell’Universo del Nulla.


Acquaviva, 13 marzo 2004
h 16.12’

 

 

 

CITTA' DEI SOGNI

 

Viviamo in una città dei sogni.

Corriamo su autostrade infuocate.

Camminiamo sotto la pioggia senza bagnarci.

Amiamo i nostri nemici.

Dovessimo svegliarci,

moriremo in questa realtà.

Ricordate: i sogni compongono la nostra città prescelta.

Qui, sotto terra, il sogno è ancora vivo.

Ci sono centomilioni di vite ed un mondo,

un Universo che non muore mai.

 

 

Acquaviva, 05.06.1995

MIGLIAIA DI POSSIBILITA’

 

Nella buia e fredda stazione,
qualcuno piange
per un amore scomparso tra le gallerie.
Una donna
per ciò che porta in grembo.
Altri con degli scartafacci
ed una 24 ore.
Qualcuno
con in mano la “Dickinson”.
Io,
seduta su di una panchina,
tra un binario e l’altro,
sento migliaia di possibilità.


ACQUAVIVA, 02/02/2002
H 18:54’:34”

<< Quando scrissi "Ritratto di Poesia", mio marito non esisteva ancora.

Ma quando ci siamo conosciuti, nel momento della pubblicazione, lui e suo padre mi hanno dato un piccolo aiuto. Non potevo ringraziarli, dedicando loro un piccolo angolo in questa mia opera>>.

 

UN’ ARTE: POESIA … E AL MIO AMORE

Mi siedo sognando davanti al camino.
Sensazioni escono dai pori
Mentre scrivo una poesia.
Perduta la mia mente in una piccola fiamma
Persa in tante grandi fiamme.
La poesia.
Un’arte che si nutre
D’infiniti amori
E diverse emozioni
Sparse in diverse anime.
Un’arte che racchiude
note fantastiche perse in note di notte reali
di una vita di poeti e musicisti.
Un’arte che mi prese alle spalle
Allietandomi la vita.
Sensazioni, emozioni e tempo
S’incontrano in un’infinità di strade
Dove ho incontrato un infinito amore.
Un Piccolo Principe … Il Mio.
Un’arte di infinite parole
che non bastano per descrivere il mio amore
che fa parte di un paesaggio …
… del mio!
Infinito di musica e belle parole.

 

 

Acquaviva, 11/11/2004 h 15:10

 

"BABBO" ARTURO
( A mio suocero)

In un pezzo di carta
scorre un rumore.
La penna
unica  arma di difesa.
Scrivo e passa la malinconia.
Tra le vene della mia penna
un solo uomo
ha capito il vero meccanismo della vita
senza un glossario.
Va vissuta
amata... giocata.
Tra guerre ed amanti
verdi praterie ed immenso azzurro.
Eterni giochi con l'amore dentro un tempo infinito.
La Vita chiede tanto
E di esser dominata.
Il tempo non ha bisogno di tempo.
Con esso ha camminato sempre insieme
Da buon amico.
A  volte fa bene star dalla parte dei perdenti.
Spesso è la migliore.
E quest’uomo lo sa.
-Ora-
nelle vene della mia penna
scorre la mia stima per lui.
E’  riuscito a costruire
la sua Esistenza
sulle fondamenta della Vita.
Ed io -da occhio straniero-
lascio la sua impronta
in questo vecchio foglio ingiallito.
L’ affetto
-insieme a questi versi-
è l’unica cosa
che posso donare
augurando  a lui
il bene più profondo e tanta Vita!

TORRITA DI SIENA, 13 gennaio 2006 h 12:06'
 

Testo
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Testo
Testo
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E CONTINUEREMO A SCRIVERE...
TRA SILENZI ASSORDANTI.
SOLO LO SCOPPIETTIO DELLA LEGNA.
TIENE COMPAGNIA.
UN SALUTO CHE SI FA AVANTI

AD OGNI NOTA DI MUSICA
E SUONA COME UNA LACRIMA AMARA.
VORREI BRUCIARE PENSIERI.
CORRERE AVANTI,
DRITTA.
SBATTERE CONTRO UN ALBERO
E RISVEGLIARMI
DA UN BRUTTO SOGNO.

da Frammenti di ...

10 DIC 2012  H 15:20

 

Mary Greco

SBIRCIANDO NEL PRESENTE ...

 

BIANCO E NERO

Io
Con occhio straniero
Osservo i colori del mondo
Che tu amico mio
Hai trasformato in un bianco e nero sbiadito.
Volevo utilizzare il rosso
Per rallegrare un silenzio
Che ha amareggiato
La mia anima
Vuota senza di te!

17luglio 2015 h 23:02’

 

Osservare il mondo dentro il mio animo. Catapultarsi in un passato di belle sensazione. Scrivere per sentire vicino qualcuno. Quel qualcuno con il quale avresti voglia di sorridere e scherzare. 
Di incontrarlo e passare dei minuti o addirittura delle ore come quell ieri che non tornerà più. 
Perché nulla torna, ma tutto può migliorare. 
Ma non trovo un senso in un sorriso in questo momento. E la solita lacrima che scende, scivola su di un foglio bianco dove è l unico luogo per poter scrivere di te. Scrivere per te parole mai dette e storie mai raccontate. 
Scrivere di quel sogno dove tu mi abbracciavi e mi dicevi che tutto sarebbe andato bene. 
Ma scapparesti se solo ti chiedessi di stringermi tra le tue braccia e dimenticare quel male che ci ha in qualche modo divisi. 
Perché un conto esserci, un altro esserci senza un sorriso. Ed io con quei tuoi sorrisi, ho vissuto in modo sereno. Ho vissuto con l animo tranquillo. Per quei tuoi sorrisi ho riso giocando con la felicità !

21 ottobre 2016 h 10:02'

ATTENDO LA TUA MANO

 

Schizzi neri hanno dipinto
Il cuore malato di nostalgia.
Caos di pensieri e tempeste di amarezza
hanno invaso l'animo.
Ho chiuso gli occhi perché il buio
è ciò che adesso rispecchia l'esistenza.
Per adesso resto nell’ oblio.
Attendo la tua mano
Che  mi venga a prendere
nel buio della notte
Dove anche le stelle si sono spente
Per piangere con me.

 NON DATATA